La Poesia è sostanza dell'immateriale. Il Poeta, un facchino che ne porta il peso.
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martedì 20 marzo 2018
Fosca Massucco - Una poesia da : "Per distratta sottrazione"
Non credo sia l'assurdità
del calicanto - vaniglia
crudele nell'aria di febbraio
neppure la stravagante armata
di pettirossi a capofitto sulla strada
sgombra tra due ali di gragnola
di certo non è il primo croco geofita
che in assolata disgrazia buca
la terra dei miei cammini
sono le finestre del silenzio a creparsi -
il verso da cormorano del treno
che torna e cambia la stagione.
da: "Per distratta sottrazione"
Raffaelli Editore, 2015
lunedì 1 gennaio 2018
Fosca Massucco - Una poesia da " L'occhio e il mirino"
3 di 4 - Sera
Un giorno sposterò il capo dell'anno
e festeggeremo ad ottobre la muta
dei dodici mesi, raccolti in sala grande,
nuovamente a tiro di voce, a guardare
l'opulenza degli affreschi.
La prima fiamma ondeggiante del camino,
sensuale più d'un papavero a maggio,
e noi a volgere sorrisi e palmi al tepore.
Sapremo già tutto.
Quant'è durata la vendemmia,
se la grandine vinse sul frutteto, quanti cachi
avanzano per noi e i corvi.
Inspireremo l'umido di pioggia,
schiacciando foglie per strada
poi silenzio e silenzio ancora,
fino allo sbocciare delle cinerarie
e alla notte prematura.
da: "L'occhio e il mirino"
L'arcolaio, 2013
domenica 3 dicembre 2017
C'è un assaggio di Nirvana, nella levità profonda del discorso poetico di Fosca Massucco; una rivelazione che non si impone ma guida il lettore con ampie scintille di luce verso la consapevolezza di una immanenza che rimanda al Tutto.
Leggendo “L'occhio e il mirino” il pensiero corre a Schopenauer, al Velo di Maya che separa questo “universo angusto” dalla verità del Noumeno cui l'uomo tende a ricongiungersi e che deve arrivare a scoprire tramite un iter salvifico che passa per le vie dell'Arte giungendo all'Ascesi.
E qui l'arte si esprime nella finalmente ritrovata armonia tra forma e sostanza in un dettato luminoso e illuminante fondato nel giusto equilibrio fra “langue” e “parole”.
“Si può affermare che il discorso poetico abiti ancora il cuore del Moderno?” Quando Giorgio Linguaglossa poneva questa questione, la Casa Editrice L'Arcolaio non aveva ancora pubblicato “L'occhio e il mirino” di Fosca Massucco. Oggi possiamo rispondere: Sì, perché i poeti esistono. Sì, perché la poesia è un sentire che vuole essere detto, condiviso e compreso, è dentro il quotidiano del poeta:
“Io mi incanto anche nel niente, non mi serve un motivo
per volare – poi atterro veloce. Ci sono panni e pannolini,
minestre e cure che mi tengono occupata,
non è facile il mestiere del poeta al giorno d'oggi”
E non occorre nascondersi dietro cerebralismi falso-intellettuali quando è chiaro ciò che si ha da dire. Il verso è già nell'aria, non resta che accoglierlo e renderlo con un gesto istintivo, naturale.
A scrivere poesie siamo in tanti, ma i veri poeti sono pochi. È questa la vera questione, a mio avviso.
La crisi nella quale versa la poesia moderna è dovuta ad una eccedenza con conseguente eccesso di meri esercizi stilistici votati all'auto-compiacimento di chi non ha niente da dire e deve nascondere quel niente dietro un muro di lessemi deflorati.
Il poeta, quello vero, ci mostra l'infinito con un gesto semplice: apre “l'acqua del giardino in controluce” e fa l'arcobaleno.
2 di 4 - Pomeriggio
La rosa rampicante, ad esempio, non rispose più
inchiodata dal sole, fiorita di pidocchi;
nemmeno una lumaca passò indenne
sul marciapiede della bignonia in rigoglio,
secca nel prato la rigettò un calcio.
Non salvai nessuno,
la rosa, la lumaca - neppure la lucertola
sgranocchiata impassibile dal gatto -
accolsi quello sterminio di universo angusto;
quando cercai un arcobaleno a forzare i tempi,
aprii l'acqua del giardino in controluce.
2 di 4 - Pomeriggio
La rosa rampicante, ad esempio, non rispose più
inchiodata dal sole, fiorita di pidocchi;
nemmeno una lumaca passò indenne
sul marciapiede della bignonia in rigoglio,
secca nel prato la rigettò un calcio.
Non salvai nessuno,
la rosa, la lumaca - neppure la lucertola
sgranocchiata impassibile dal gatto -
accolsi quello sterminio di universo angusto;
quando cercai un arcobaleno a forzare i tempi,
aprii l'acqua del giardino in controluce.
Maria Grazia Di Biagio
venerdì 18 marzo 2016
Fosca Massucco
Fosca Massucco è nata a Cuneo nel 1972, vive su una collina
del Monferrato astigiano. Laureata in fisica e specializzata in acustica, oggi
è Tecnico del Suono e sviluppa progetti di musica jazz e poesia in un personale
studio di registrazione.
Ha pubblicato “L’occhio e il mirino” (L’arcolaio, 2013),
prefato da Dante Maffia, e “Per distratta sottrazione” (Raffaelli editore,
2015), prefato da Elio Grasso.
La poesia di Fosca Massucco è ricerca costante dell’essenziale,
scavo profondo e impietoso nel sé.
La percezione sensoriale “hic et nunc” è la chiave che spalanca sul
travaglio dell’essere creatura consapevole dell’ appartenenza ineluttabile a un
tutto che sovrasta e inghiotte.
*
Se non fossi stata io, nulla sarei stata –
né caso mi avrebbe cercata
(o
necessità richiesta).
Un miserevole frattale ricomposto,
vano quanto bruma bassa.
Quando non sarò più io, nulla sarà –
sorte e necessità in equilibrio.
da: L’occhio e il
mirino
*
Così sale un
arcobaleno in quota –
l’occhio è un mirino, a fissarlo non lo scorge –
inchiodato al cielo tra gola e vetta
come a immortalar se stesso.
Così sono io, l’occhio e il mirino –
il volo del gipeto che trafigge l’iride –
ospito domande immense nelle vene
senza arrestare lo
schiocco.
Nulla è sublime più che attraversare il mondo
lasciandolo immutato.
da: L’occhio e il
mirino
*
Immersa in una tonale di gioia, io trionfo
incessante negli anditi riverberanti dell’anima
come un crine ebbro di pece sulla corda.
per distratta sottrazione.
da: Per distratta
sottrazione
*
In un castello di sabbia ci sono grani
a sufficienza per figurarsi un eone.
Chicchi franosi, equilibrio indifferente –
memoria distratta di materia.
Il castello ristà: miniata resiste Aqaba
presa di spalle tra pollice e indice.
Il mare s’allunga e ritira la sabbia –
ogni rovina porta con sé i propri suoni.
da: Per distratta
sottrazione




