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domenica 21 gennaio 2018

Connubio d'Arte: Cristina Polli & Barbara Sanna Murgia - "L'ombra che torna" - 3 : Dirti Essere






ph : Barbara Sanna Murgia


Dirti Essere


A uccidere una donna non sempre
Si arriva a grandi passi
-Roghi di streghe o di schiave-
A volte è la goccia quotidiana di veleno
La rete perversa delle convenienze
Gli sguardi distolti
Le parole non dette
I silenzi non ascoltati
Donne uccise in piazza
O riverse sul pavimento di casa
Donne morte dentro
Senza aiuto senza
Parola per dire
L’oltraggio di Tereo,
Canto d’usignolo ad allietare
Il cielo della colpa,
Sospese nell’aria perché non lascino
Impronte nella storia.
Apprenda a dirti Essere
Il padre e la madre
Il fratello, l’amante, il giudice.
Apprendi a dirti Essere tu stessa.



Le autrici


Barbara Sanna Murgia vive a Roma ed è fotografa free-lance. 
Ha all’attivo collaborazioni con artisti del teatro e dello spettacolo.


Cristina Polli vive e insegna a Roma. 
A luglio ha pubblicato la sua raccolta d’esordio, Tutto e ogni singola cosa, Edilet, luglio 2017.




sabato 20 gennaio 2018

Connubio d'Arte : Cristina Polli & Barbara Sanna Murgia - "L'ombra che torna" - 2 : L'esilio di Eva

ph: Barbara Sanna Murgia







L’esilio di Eva




Al limitare del sogno

si avvede dell’angelo

che terribile

la attende



-Eva

esiliata

del nome

di madre-



E ora è donna

che conosce e dice.






(in: Tutto e ogni singola cosa, Edilet 2017, p. 26)







Le autrici



Barbara Sanna Murgia vive a Roma ed è fotografa free-lance. 
Ha all’attivo collaborazioni con artisti del teatro e dello spettacolo.



Cristina Polli vive e insegna a Roma. 
A luglio ha pubblicato la sua raccolta d’esordio, Tutto e ogni singola cosa, Edilet luglio 2017.


cristina-polli.blogspot.it 



venerdì 19 gennaio 2018

Connubio d'Arte: Cristina Polli & Barbara Sanna Murgia - "L'ombra che torna" - 1 : Ophelia



L’ombra che torna.  Fusione e origine di un ripensamento.



“L’ombra che torna” è un’opera aperta alle suggestioni e al riversamento di significati che vi confluiscono, e che da essa scaturiscono,  attraversando le immagini e le parole.
L’ombra è quella del dubbio, o dell’abbandono, o della sfiducia, ma anche il dirupo tra vessazione e vendetta, o ancora il raccoglimento interiore nel riconoscimento di sé, delle possibilità di incidere. Ombre molteplici e varie che ogni donna si porta dentro e che tornano a chiamare, che non se ne vogliono andare. Ma anche ombre feconde di pensiero e di appropriazione, accessi a spazi condivisi creati da visioni peculiari, da prospettive angolate, capacità di sbalzare i tratti individuali di figure sbiadite dallo stereotipo.
Barbara Sanna Murgia e Cristina Polli hanno fuso materialmente immagini fotografiche dell’una e poesie dell’altra in una realizzazione tangibile la cui lettura congiunta dà origine a percorsi divergenti, esiti dell’afflusso di vissuti incompiuti e della fluidità delle visioni del mondo che si crea ad ogni nuova e diversa intuizione e rielaborazione di quanto visto, letto, ascoltato e delle sinestesie che allacciano le percezioni ai percorsi del pensiero.
Vite ed immagini archetipiche di figure femminili, simboli di realizzazioni in bilico tra il dissolvimento e sublimazione, la caduta e l’ascesa, vessazioni subite e risarcimenti consolatori di cui si è da sempre coscienti;  richiami al frastuono che stordisce, ingoia il suono e acceca di luce, al vuoto che diventa spazio di tempo e di ascolto e si apre a individualità incompiute e vere. L’archetipo e il presente convivono.
Dietro le quattro donne presenti nei versi, Eva, Ophelia, Filomela e Procne,  ci sono altre, molteplici donne. Le donne di carta, carta di scrittura e carta di immagine, non occupano lo stesso posto sulla scena delle loro vicende e non sempre sono illuminate da una luce che metta in evidenza lo spessore dei loro ruoli, ma  su ognuna di esse e in ognuna di esse regna l’ombra di un mancato riconoscimento, di una mancata comprensione. Ora, in questa duplicità di espressioni poetiche, in questo continuo attraversamento del presente, chiedono di essere ripensate per via di metafora,  chiedono che venga accolta l’intuizione istintiva, l’attesa in osservazione e ascolto, le  radici del femminile che è e agisce.


Cristina Polli


ph: Barbara Sanna Murgia



                       Ophelia


                    Avvinghia il pensiero  
                    l’ombra che torna
                    per una questua di sopravvivenza.

                    Non cambiarle il nome:  
                    per la caduta non ci sono appigli,
                    finzioni soccorrevoli di sorta.

                    Fuori trillano i passeri
                    E le cornacchie se ne stanno mute.





(inedito, presente su https://cristina-polli.blogspot.it )




Le autrici




Barbara Sanna Murgia vive a Roma ed è fotografa free-lance. 
Ha all’attivo collaborazioni con artisti del teatro e dello spettacolo. 




Cristina Polli vive e insegna a Roma. 
A luglio ha pubblicato la sua raccolta d’esordio, Tutto e ogni singola cosa, Edilet, luglio 2017.