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mercoledì 17 gennaio 2018

Dante Maffia - tre poesie scelte da "Abitare la cecità"





*

Ah, se faranno del male al gatto
mi farò un cane, di quelli grandi e feroci,
e l'aizzerò contro chi si dispiace
delle frenesie del mio gatto.
Pretendeva la considerazione da tutti
e di qualsiasi regola, ma il suo gatto
doveva essere libero e rispettato
come un imperatore. Aveva sognato
che lei era Cleopatra e Aziz suo figlio.




*

E basta, non stare a pettinarlo,
non abituarlo a troppe carezze,
non farlo sconfinare nella gioia
che fa della tenerezza una menzogna.
In fondo è una bestiolina
e bisogna che te ne rendi conto
se non vuoi farla soffrire come un uomo.




*

L'umano s'era insinuato nel profondo
del cuore di Aziz. Un lento fluire di parole
che sono la disperazione e il limite.
Bisognava tornare indietro
e non spingere alla metamorfosi. Fiorivano
da poco nei balconi
fiori sconosciuti, un pericolo sicuro.





LO SPLENDORE DEL RISAPUTO E DELLA RIPETIZIONE
da "Abitare la cecità"
Edizioni Lepisma, 2011

lunedì 20 novembre 2017

GATTI in Poesia

Foto Lorenzo Ragni








Bianca di luna a febbraio
la terrazza è smisurata
Il gatto è la duna del deserto
che assedia la città
Indistinta - più in là
abita un'altra razza



Benito Sablone - "Langelo di Redon" (1989 - 1996) 
Edizioni Tracce 2000



















ARSENIO


                                                                                          Da quando sono rientrato, erano circa le 18,
                                                                   non ha fatto neanche un miao.
                                                                Patrocinano Webber Pie Jesu
                                                         e In Paradisum di Fauré.

se ne sta andando
tenero e silenzioso come è sempre stato.
Prego i rintocchi serali del villaggio
di farsi anche loro bisbiglio,
qui c'è una tana schiarata solo dalle luci di Natale
accese un mese prima.

Gli ho poggiato una piccola borsa d'acqua calda
tra i reni e il plaid che sa di Scozia e Portogallo

           "dài su, fammi un po' di posto,
            vengo anch'io lascia che mi acciambelli anch'io"

andiamo via insieme nel soffio di questo Agnus Dei
via insieme da questi battiti dolenti
dal pandemonio di graffi su tutti questi specchi.



Antonio Alleva - "Ultime corrispondenze dal villaggio" 
Il Ponte del Sale 2017


Foto Lorenzo Ragni


IL GATTO IN UN APPARTAMENTO VUOTO


Morire - questo a un gatto non si fa.
Perché cosa può fare il gatto
in un appartamento vuoto?
Arrampicarsi sulle pareti.
Strofinarsi tra i mobili.
Qui niente sembra cambiato,
eppure tutto è mutato.
Niente sembra spostato,
eppure tutto è fuori posto.

Si sentono passi sulle scale,
ma non sono quelli.
Anche la mano che mette il pesce nel piattino
non è quella di prima.

Qualcosa qui non comincia
alla sua solita ora.
Qualcosa qui non accade come dovrebbe.
Qui c'era qualcuno, c'era,
poi d'un tratto è scomparso
e si ostina a non esserci.

In ogni armadio si è guardato.
Sui ripiani si è corso.
Sotto il tappeto si è controllato.
Si è perfino infranto il divieto
di sparpagliare le carte.
Che altro si può fare.
Aspettare e dormire.

Che lui provi solo a tornare,
che si faccia vedere.
Imparerà allora
che con un gatto così non si fa.
Gli si andrà incontro
come se proprio non se ne avesse voglia,
pian pianino,
su zampe molto offese.
E all'inizio niente salti né squittii.



Wislawa Szymborska - "Amore a prima vista" - Adelphi 2017
A cura di Pietro Marchesani


  
Foto Lorenzo Ragni