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sabato 16 giugno 2018

Connubio d'Arte: Ivano Pardi & Grazia Di Lisio - "Frammenti"




                                                                 a Ivano Pardi


Sentire l’abbraccio svanire
degli eventi nel tempo che frastorna
di silenzi sui colli
irti dell’indifferenza.
Udire il canto che intrepido
risponde – rapsodo
di terralbe boreali –
all’eco di perché irrisolti,
a frammenti che la terra muta
schiude e fiammelle ardenti
cova nel sacrario della mente.
Un’unghia memoriale – un brivido –
chissà, lampo di eternità!
                                  

Grazia Di Lisio

Da “Compresenze”, Tracce 2009

                                                                                  





Dialogo in frammenti


Con “Frammenti” si disvela la favola pittorica di un artista solitario, dal grande cuore, che sogna cavallini a dondolo dell’età perduta e gioca con i recuperi memoriali del borgo natio. È il canto nuovo di Ivano Pardi, un figurativo di mutevolezza espressiva, di sacralità per Castelli, per la gloria del ‘500, le scalette blu, le turchine e le quadrelle. Un canto che si culla di recuperi di un borgo dove i Pompei e i Pardi hanno fatto la storia. “Un paese è non essere soli” – pur tra puntelli delle viuzze silenti – sembra suggerire l’artista nel corposo cromatismo dialogico. Quel borgo dai lembi slabbrati, quel ventaglio di casette addossate, Pardi incornicia con dignità e fierezza, lasciando trapelare nella terrosità dei colori, un filo d’emozione per la violenza di un sisma che ha trasformato cose, pensieri. Sui Frammenti di tele e tavole affiorano grumi materici, graffi di colore, lembi di case sghembe da una tavolozza che germoglia sorrisi e riluce di ingubbiate e graffite, di vecchi ritratti e decori di Orsini-Colonna. Pennellate fluttuanti di archetipi in flash back su incisioni e graffiti di giraffe e figurine rupestri, incisioni di piccoli soli (Ultimo fuoco) soffocati nella corteccia materica che esplode di piccole bolle-cratere (omaggio all’arte di Burri): dilemmatico gioco di luci e ombre, di frammenti umani dilacerati con cui Pardi ricompone la complessità dell’io. E sorride all’arte dei padri nel canto di superfici materiche, nei guizzi graffiati d’argento, nel verde dei sogni. Materia che si fa colore, frammento di vita, il muthos legei delle favole antiche. Una favola che insegna a cullare il tempo, a unire la magia del passato al presente, a rivivere il mito di prorompente vitalismo. Un approccio polisemico con cui l’artista recupera se stesso all’ombra del suo nido argilloso, l’antica fornace Pompei, con fotogrammi di luce, plasmabilità scultorea e densità ceramica; sintesi composita che razionalizza spazi ma tocca le fibre dell’anima. Sussulta anche il grembo di madre, la regina Madre di Castelli, con cui Pardi conclude il ciclo pittorico. La statua lignea di S. Anna, sfolgorante nella sua nicchia di luce, infonde armonia tra le arcate, tra le ruette abbuiate. E un bagliore materico diventa fiore di cristallo, come nelle fiabe d’oltralpe, grazie all’agile manualità che plasma e commuove. Sacro omaggio dalle pulsioni di figlio alla “Reina” madre di un borgo.

                                                                                                                                                              Grazia Di Lisio








venerdì 11 maggio 2018

Connubio d'Arte : Ivano Pardi & Grazia Di Lisio - "Anime acquee"

Ivano Pardi




Anime acquee




Fotoni stralunati di profughi
marini – di larve che s’avanzano
agli orli di un sipario,
pallidi i sembianti …
(un soliloquio di chiarore
da sferici fondali).
È il canto d’un approdo
o scialbo liquefarsi di voci
memoriali, d’anime acquee?
Come vanno vinte e … avvinte
nel bubbolio silente
tra il ferino e l’umano!
Da forze oscure brividi di vita
(come sogno di Jung)
e flebili farfalle 
e steli di vaga azzurrità.



                                      
Grazia Di Lisio
Da "Compresenze", Tracce 2009

                                                          



Anime acquee



Il monte Camicia, che riveste a strapiombo il verde profilo dei colli di Castelli, sulla scarpata dove fluisce il gorgoglio del fiume, può diventare malinconico specchio del Dna del dolore. Un paese, un gorgo silente. Ma il verde può evocare l’azzurro interiore come un giglio d’acqua che fluttua nel grumo della mente e rimuove emozioni, affetti lontani. I pigmenti sfilati del paesaggio di Pardi si slargano di rinnovate emozioni, di colori svaporati in memorie involontarie, magmatiche onde stese a plat con la forza e la morbida plasticità di un vigoroso pennello. Eco di chiaroscuri interiori di ombre distese sull’ombra dell’inconscio; ma è il pastello il tenue bagliore che illumina e modella pulviscoli cromatici di essenze luminescenti: scandaglio dell’altro da sé, un appiglio in cui nascondere ombre del passato, in cui disvelare l’attesa di figlio dietro un muro di alghe mobili, sia pur avvinghiate a cordami di dolore. Pardi stempera la sua visione affettiva in ‘acquarelli dell’anima’, in un impressionismo dialettico che sprofonda con l’accentuarsi del celeste-azzurro, nel magma dell’io: le ombre che appaiono e scompaiono dai fondali sono anime d’acqua, fantasmi danteschi in delirio di coscienza, con volti deformati e imprigionati in rivoli d’acqua. Eppure, come fotoni di luce, rimbalzano dallo sfondo, guizzando in trasparenza. Sono le onde del pensiero a catturare i ‘bissi’ di mare che ci legano al destino, a creare immagini e visioni di profughi in cerca di approdo nell’isola che non c’è, dilatando il respiro accarezzato oltre l’altrove. I contrasti esistenziali sono resi con tutta la gamma d’azzurro fino al blu profondo del mare. Le identità stravolte diventano ombre sfumate, fili tesi, vibrazioni di magma. Tsunami cromatico che ingorga terra e mare.
                                                                                                                                                   

Grazia Di Lisio 








 

venerdì 2 febbraio 2018

Connubio d'Arte: Grazia Di Lisio & Ivano Pardi


ph.: Ivano Pardi



Stringe le stringhe muto l’universo
la viola pulsa e il mirto di profumi. 
Verde di faglie sui balzi
delle essenze
ogni sfumatura si snatura
nel trasmutare d’un istante.
Potessi creare un fiore
sovrumano nei prati affamati
dell’esistere -
potessi volare viandante
del mistero col burqa opaco
tra le sfere a ritmo di danza
sfiorando l’eleganza.



(Inedita)





Ivano Pardi nasce a Castelli (TE). Consegue la maturità artistica all’Istituto Statale D’Arte per poi completare la propria formazione diplomandosi presso l’Accademia di Belle Arti di L’Aquila. Ha frequentato corsi di illustri maestri dell’arte italiana: Ceroli, Marotta, Cascella, Brunori, Guerrini ed altri. Si dedica da anni ad una produzione artistica contemporanea utilizzando diversi materiali, prevalentemente olio e tecniche miste su tela. Fotografo, è attivo anche nella lavorazione della ceramica contemporanea. Dal 2004 avvia una pittura materica che trova nello spessore “aggrumato” del colore il segno della sofferenza e delle lacerazioni del mondo. Dal 2007 è tra gli artisti membri del Museo della Permanente di Milano. Tantissime le sue partecipazioni a qualificate rassegne collettive e personali in Italia e all’estero: Roma, Milano, Desio, Bologna, Pescara, Teramo, Palermo, Francavilla al mare, Cisterna di Latina, Atri, Torino, Giulianova e tanti altri centri e poi Parigi, Madrid, Londra, New York, Belgrado. Nel 2011 Partecipa alla 54^ Biennale di Venezia, sala Nervi Padiglione Italia, a Torino a cura di V. Sgarbi e G. Grasso. 

ivanopardi@gmail.com


3336589053




Poetessa e scrittrice, Grazia Di Lisio è nata in Sardegna e vive a Teramo.
Appassionata di linguaggi espressivi, si è dedicata all’insegnamento e alla conoscenza tecnico-pratica del linguaggio teatrale e cinematografico, partecipando a varie rassegne di Teatro scuola. Ha pubblicato su A B C, Il Monitore, Senza titolo, La Tenda, su riviste e cataloghi d’Arte, sei raccolte di poesia e il saggio di canti inediti sardi, Sa terra sonadora, in omaggio alla sua terra natia, con trascrizioni del Maestro Piovano. Dall’approfondimento dei mutettus sardi, si è avvicinata alla poesia haiku in Ventagli di luce, Progetto cultura 2017. Alcuni frammenti fanno già parte della precedente silloge Un asciugar di tempo, Noubs 2014. È presente online in Ossigeno nascente, nel sito di Lietocolle, in Web inVerso di M. Tabellione e in Sentire 42, collabora con il blog letterario "Poesia-mariagraziadibiagio". Ha ideato e collaborato ad eventi in sinergia di linguaggi con Enti teatrali e Associazioni culturali di Teramo e Pescara, tra cui “Conversazione” 2007, “Frammenti” 2009, “Quadricromia” 2010, “Il tutto in un frammento” 2014, “Black and white” 2015, in onda sul tg3 Abruzzo nell’aprile 2016 a cura di F. Masciangioli.




martedì 30 gennaio 2018

Grazia Di Lisio sull'opera pittorica di Ivano Pardi


COSMOGONIE


IVANO PARDI





Nel labirinto delle percezioni



Dal primo stadio formativo della terra, dal caos primordiale, Ivano Pardi rivela il suo urlo munchiano, sdoppiando l’io esasperato, come se dalla terra sgorgassero lacrime di vita alternate a improvvisi bagliori di luce. Non si placa la sua sete di materia, di terrosità ancestrale con cui scava nel labirinto delle percezioni. Decorticando particelle insinuatesi subdolamente nella struttura morfogenetica della terra, l’artista sembra concedersi un ultimo appiglio prima della ‘catastrofe ambientale’. Intonando il canto della morfogenesi, perlustra zone laviche della crosta terrestre alla ricerca del segreto insondabile: nei più occulti interstizi si è depositato il seme del male e la deturpazione ambientale si è estesa come un’occhiuta ragnatela. Ne consegue uno spaesamento pittorico, un’ondulazione del segno con effetti di trasparenze timbriche in cromie lenticolari composte da microrganismi che sfumano in rivoli segnici affastellati dal dubbio e da un’angoscia cosmo-agonica. Fino a graffiare il piano pittorico di bruciature e velature sottese. Come una barca in balia dell’onda, Pardi affida il suo testamento alla tela per raccontare, forse, nell’incessante fluire, la fine del tempo. Senza mai rinunciare all’azzurro dell’anima.
                                                                                                                               

  Grazia Di Lisio








Ivano Pardi nasce a Castelli (TE). Consegue la maturità artistica all’Istituto Statale D’Arte per poi completare la propria formazione diplomandosi presso l’Accademia di Belle Arti di L’Aquila. Ha frequentato corsi di illustri maestri dell’arte italiana: Ceroli, Marotta, Cascella, Brunori, Guerrini ed altri. Si dedica da anni ad una produzione artistica contemporanea utilizzando diversi materiali, prevalentemente olio e tecniche miste su tela. Fotografo, è attivo anche nella lavorazione della ceramica contemporanea. Dal 2004 avvia una pittura materica che trova nello spessore “aggrumato” del colore il segno della sofferenza e delle lacerazioni del mondo. Dal 2007 è tra gli artisti membri del Museo della Permanente di Milano. Tantissime le sue partecipazioni a qualificate rassegne collettive e personali in Italia e all’estero: Roma, Milano, Desio, Bologna, Pescara, Teramo, Palermo, Francavilla al mare, Cisterna di Latina, Atri, Torino, Giulianova e tanti altri centri e poi Parigi, Madrid, Londra,New York, Belgrado. Nel 2011 Partecipa alla 54^ Biennale di Venezia, sala Nervi Padiglione Italia, a Torino a cura di V. Sgarbi e G. Grasso. 

ivanopardi@gmail.com


3336589053