giovedì 24 marzo 2016

Anna Maria Bonfiglio


Anna Maria Bonfiglio porge al lettore i suoi versi in una lingua molto musicale, attenta e misurata, attenta a non andare mai sopra le righe e misurata, o attentamente ponderata nei significati che trasmette, nella ricerca di parole precise e restituite alla loro dignità di simbolo. La metrica è quella della prosodia classica, basata sull’endecasillabo, che viene curato nella sua gradevole musicalità. La raccolta Il miele amaro è dunque segnata da una scelta di semplicità e sapiente misura stilistica che denotano non soltanto un gusto raffinato nella scelta timbrica, ma anche uno studio attento e una costante lettura e frequentazione della poesia aliena da artifici letterari e incurante di qualsivoglia effetto speciale,quasi sussurrata nella sua ansia di equilibrio emotivo denso però di allusioni, e adatta a una riflessione esistenziale. Il lirismo si fa pensoso e raccolto, ma mai crepuscolare, disincantato ma mai cinico o ruvido, riflessivo ma mai cerebrale, per una buona e solida scrittura poetica che si legge con interesse e con soddisfazione.

                                                                                                          GIANMARIO LUCINI


LA CASA

Chissà chi verrà dopo di me
ad abitare queste stanze
chi si desterà all'occhio del sole
e s'addormenterà con lame
di luna disegnate sul letto.
Qualcuno girerà per la casa
dirà ch’è bella o brutta
ma non udrà le voci
rimaste appese sui muri,
non saprà che l'umido alle pareti
è il segno lasciato dal pianto
nei giorni dei tanti abbandoni.
Spazzerà via le sterili orme
di uno scialbo  passaggio
e caccerà le ombre
di un tempo che non gli appartiene.
Sarà utile allora
spogliarsi  per tempo di tutti gli addobbi
e lasciare che l'anima -nuda-
si volga all'Eterno.

                                               
L’APPARENZA

Non guardare di me l’occhio che ride
la voce fresca
o l’ilare bocca che adesca.
Nell’atlante che sfiori con le dita
non cercare le alture ardimentose
o le pianure erbose.
Esplora invece i fiumi azzurri
sotterranei che adornano
le mani, le logorate valli
i merletti dei tarli.
Quello che non appare
è l’ago che segna la scissione
fra il viaggio dell’andata e l’inversione.


SUGHERI                                                                        


Ritornano talora gli stessi desideri 
di quello che fu tempo di scontento.
Affiorano -sugheri  marci
lasciati a galleggiare
fra canti di sirene e naufragi.
Si tinge allora l’orizzonte
di antiche non sopite nostalgie
e  il tempo vecchio affonda negli abissi
col peso di remote fantasie.

(da Il miele amaro, Ed. CFR, 2013)


***


UN'ALTRA LUCE


La luce di un'altra estate illumina
quell'angolo dove i tuoi passi -padre-
erano il fumo della sigaretta
che tu rubavi al sorvegliato assillo.
Le nostre solitudini assediate
da quel dolore giunto ancora prima
che si verificasse la partenza.
E questo nodo che m' artiglia il petto
nel ricordo di quella sofferenza
che fui impaziente di veder cessare
è un'altra solitudine -più amara -
una catena d'infiniti anelli
da cui non salva nessun'amnistia.
Ora la stessa luce è un'altra luce
e un altro suono ha lo stesso riso
e niente è più perverso
di questa luce che avvelena gli occhi
di questo riso che arde nella gola.

                                                           

 ESCI DAL MORMORIO SEGRETO                                                          


Esci dal mormorio segreto di quest'ora
lasciando perle d'uomo
a navigare sopra l'ombelico
Sono nuvole d'aria le parole
silenziosa ricchezza
che resta tatuata sul cuscino
Nel lungo corridoio della sera
stazionano le ombre di noi due
strette nel cerchio chiuso dell'abbraccio
Sarà notte fra poco
e i nostri passi andranno ad altre vie
a raccontarsi la vita d' ogni giorno

(dalla raccolta Per tardivo prodigio, Ed. Thule, 2006)

***

EURIDICE


Allontana i tuoi passi dalla mia notte
non ti voltare se la mia voce ti chiama
e ti lusinga. Se mi guardi
è cenere il mio sangue
i miei piedi un blocco di cemento

Ho contato mille volte gli aironi
oltre la roccia scura
che mi bendava gli occhi
e ho cercato la luce nel ricordo
del canto che mi spezzava il cuore

Ma seppi troppo tardi che non fu amore
a spingerti nel fuoco del mio inferno
e questo andare avanti senza ali
questo precederti cieco nella solitudine
é la condanna che predissero gli aruspici
rivoltando viscere d'agnello
accanto alla mia culla

Il mio lamento é muto non pretende
 pietà né la dispensa
Dirotta la tua voce ad altri orecchi
Che mi si tolgano tutti e cinque i sensi
che mi si lasci errare per le vie del buio
prima di morire una volta ancora
nell'illusione di essere raggiunta.

(dalla raccolta Le voci e la memoria, Ed. Gabrieli, 2000)


***



L’INGANNO DEI PROFUMI


Non so per quale colpa
-ombra, spettro o filtro
d’atavici retaggi
ora sia qui
a compiere da sola
la lunga penitenza che mi assolve

(ditegli che ancora
maggio annega nella luce
ed irretisce gli occhi
col verde degli ulivi)

Cerchiamo di passare oltre i muri
oltre la gioia
ed oltre la stanchezza
ergiamo labirinti
dove ad aprile chiudere i roseti
per vivere l’inganno dei profumi

(ditegli che ancora
l’acqua muore nelle gore
e fra le canne scabre
il vento ha seminato
lucciole di ghiaccio)

Doveva crescere
quest’agonia di spighe
esplodere nel cielo
e ritornare seme di silenzio
per vivere nei passi della sera
il pianto di spada acuminata

(ditegli che l’aspetto dove
respirano la zagara e le rose)

Il male- s’è male
concedersi per poco all’utopia-
è forse nella vita
e non nell’illusione di domarla.

(dalla raccolta Nell’universo apocrifo del sogno, Ed.Il Vertice, 1986)


Anna Maria Bonfiglio, poetessa, scrittrice e giornalista pubblicista. Nata a Siculiana,  in provincia di Agrigento, risiede a Palermo dove svolge attività culturale nell’ambito letterario. Ha collaborato con i settimanali Bella del gruppo Rizzoli e Vera di GVE , con i mensili SiciliaTempo e Insicilia ,con la rivista Silarus e con molti altri periodici per i quali ha redatto recensioni e articoli.  E’ stata per alcuni anni presidente dell'Associazione Scrittori e Artisti e ha diretto il periodico Insieme nell'Arte e il giornale online Quattrocanti. Ha ricoperto per un anno la carica di presidente del gruppo Ottagono Letterario ed è stata componente permanente della giuria del Premio Nazionale Pietro Mignosi. Ha pubblicato parecchie raccolte di poesia, i romanzi brevi La verità nel cuore  e Scelta d'amore e i saggi: A cuore scalzo-La vita negata di Antonia Pozzi(CFR Edizioni), La vicenda di gioia e di dolore nell’opera di Camillo Sbarbaro(CFR edizioni)  e Maria Messina in Figure femminili del Novecento (Edizioni Ulite). Sue poesie e articoli di letteratura sono reperibili in vari siti web. Fra i premi e i riconoscimenti che le sono stati assegnati: Premio di Cultura “Città di Monreale”; Premio “Giacomo Giardina” alla carriera; Premio “Salvator Gotta” per trent’anni di attività letteraria; Premio Telamone 2014 “Per l’impegno nel campo letterario e culturale”.




1 commento:

Unknown ha detto...

Grazie, sono contenta di essere qui nel tuo blog.un saluto

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